27 marzo 2006,2:31 AM

un giorno scrisse queste cose su un muro invisibile.

mediocrita' al potere.
pezzi di carne in scatola con data di scadenza variabile, a seconda delle abitudini o delle predisposizioni genetiche.
auspicare la luce della ragione per qualcuno quando sei tu a consumare la tua esistenza nella tenebra dell' ignoranza.
"...all' attacco ritorno, come vermi ad una carcassa tutt' attorno"
la religione e' cio' che piu' lega l' uomo alla sua radice di animale nudo e spaventato.
nulla fa piu' paura di cio' che non si conosce.
voler dare per forza una spiegazione a tutto significa essere arroganti.
il carattere di un essere e' un collage di emozioni ed esperienze ritagliate da chi gli sta intorno.

le condivide ancora.
 
posted by Al ¤ Permalink ¤ 1 comments
,2:31 AM

lo capiva, lo capiva.

pero' e' come quando fai di sì con la testa a qualcuno, ma subito non capisci, ci arrivi quando se ne' andato. esiste la possibilita' di credere a cio' che non si puo' toccare, ne vedere. ma e' dura, perche' la vita ti mette in relazione solo con la sua materialita'.
fuori dal suo ambiente naturale, si sentiva schiacciato. si chiedeva per quale motivo gli esseri umani si dannano così tanto, con la societa', gli stati, l'economia, le guerre.. qual'e' il fine ultimo?vedeva solo scopi a breve termine. una versione evoluta del sopravvivere. nemmeno poi così evoluta, a dire la verita'.

i pesci neon sono pesci d'acqua dolce. sono così sgargianti, con le loro striature colorate. quasi si pavoneggiano, nelle loro danze fluorescenti, nei confonti degli altri pesci, dai colori..normali.

se li metti in acqua di mare pero' non possono vivere.
loro ci provano.
 
posted by Al ¤ Permalink ¤ 0 comments
,2:31 AM

cercava una possibile via per fare suo tutto cio' che viveva. assimilarlo, stratificarlo.

i ricordi sanno essere impietosi, tra loro.
voleva vedere cose e leggere negli occhi della gente. la stessa gente che spesso si era comportata in maniera equivoca, che non sapeva cosa pretendere, da lui. gli sembrava che tutto quello che viveva si perdeva in un limbo grigio, senza odori, senza tatto. i ricordi possono essere molto selettivi, senza che tu gli chieda niente. si concentrava sulla parola, non sul significato.

come guardare una scatola, senza badare se all'interno c'è qualcosa.

sentiva smuoversi qualcosa. era l'inizio di un processo che, sapeva, sarebbe sfociato in un cambiamento che lo avrebbe reso migliore. detestava aspettare, ma era necessario.
 
posted by Al ¤ Permalink ¤ 1 comments